Il Lago di Viverone: tra natura, storia sommersa e arte

Incastonato tra le colline moreniche del Piemonte, a cavallo tra le province di Biella, Torino e (in parte) Vercelli, il Lago di Viverone è una di quelle mete che si rivelano lentamente, a chi ha occhi per cogliere la bellezza discreta della storia e della natura. Di origine glaciale, è oggi una delle zone lacustri più interessanti per chi ama viaggiare fuori dalle rotte turistiche più battute, ma senza rinunciare alla qualità culturale dell’esperienza.

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Veduta del lago di Viverone – Foto di Rollopack – Self-published work, CC BY-SA 3.0

Un paesaggio tra acqua, colline e archeologia invisibile

Con una superficie di circa 5,7 km², il Lago di Viverone è il terzo per estensione in Piemonte dopo il Lago Maggiore e quello d’Orta. È circondato da un anfiteatro naturale di colline verdi, punteggiate di boschi, vigneti e borghi antichi. Questo anfiteatro naturale è  situato nella parte sud-orientale della Serra morenica di Ivrea, a 230 metri sul livello del mare. La maggior parte del lago si trova in provincia di Biella, nel comune di Viverone, mentre la parte occidentale ricade nella città metropolitana di Torino, sotto il comune di Azeglio. Le sponde nord-occidentali appartengono al comune di Piverone, mentre a ovest e a sud-ovest ci sono zone paludose che si estendono fino alla torbiera di Moregna, nei comuni di Azeglio e Borgo d’Ale.

Il lago è distante 16 km da Ivrea, 14 km da Santhià e 23 km da Biella.La passeggiata lungo il perimetro del Lago di Viverone (circa 16 km, percorribili in buona parte a piedi o in bici) è un invito alla lentezza. Qui l’acqua riflette il cielo e le Alpi lontane, e l’aria è quella rarefatta dei luoghi che non si sono svenduti al turismo di massa. 

Uno degli aspetti meno noti, ma straordinari, del lago è la presenza di un villaggio palafitticolo sommerso, scoperto nel 1971. Situato nella zona dell’emissario, il sito è databile tra il 1650 e il 1350 a.C. e fa parte del patrimonio UNESCO dei Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino. Oltre 5.000 pali lignei sono ancora visibili sotto la superficie del lago, testimoni silenziosi di una civiltà antichissima.Una piccola area archeologica con ricostruzione delle palafitte è visitabile ad Azeglio, mentre molti dei reperti sono conservati nei musei di Torino e Biella.

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Panoramica del lago di Viverone visto da regione Rolle – Foto di Al from Lig – Opera propria, CC BY-SA 4.0

Arte e cultura nei dintorni: un territorio da esplorare

Chi visita  il lago di Viverone con uno sguardo culturale può abbinare la sosta sul lago a una serie di tappe artistiche nei dintorni, tra castelli, santuari e borghi storici. Eccone alcune:

  • Il Castello di Roppolo – Affacciato sul lago e immerso nei vigneti, il castello di Roppolo è uno dei più antichi del Biellese. Di origini medievali, conserva strutture quattrocentesche e ambienti nobiliari con affreschi. Oggi ospita eventi e degustazioni, ed è una splendida terrazza sul paesaggio.
  • Il Santuario di Oropa – A meno di un’ora di distanza, salendo verso Biella, si trova uno dei più importanti santuari mariani delle Alpi. Patrimonio UNESCO dal 2003 come parte dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, Oropa è un complesso monumentale barocco, ricco di cappelle affrescate, statue e un’atmosfera fuori dal tempo.
  • Il Ricetto di Candelo – Perfettamente conservato, il Ricetto di Candelo è un borgo fortificato medievale costruito tra il XIII e il XIV secolo dai contadini del luogo per proteggere beni e derrate. Le sue viuzze acciottolate e le case in pietra sono oggi sede di botteghe, mostre temporanee e rievocazioni storiche.

Il Castello di Masino (FAI) – Sempre nei dintorni, il Castello di Masino (proprietà del FAI) è un’imponente dimora aristocratica con saloni affrescati, biblioteca storica e un magnifico parco all’italiana. Dominando la piana del Canavese, offre una vista unica sul territorio.

Un lago per camminatori, viandanti ed escursionisti  

Il Lago di Viverone si trova lungo due cammini storici: la Via Francigena, percorsa da pellegrini fin dal Medioevo, e il Cammino di Oropa, che unisce spiritualità e natura, attraversando boschi, colline e antichi luoghi di culto. È un punto ideale per chi vuole inserire una tappa contemplativa in un itinerario più ampio.

Il Cammino di Oropa, che conduce al celebre Santuario mariano situato tra le Alpi biellesi, attraversa paesaggi rurali e borghi antichi. Nei suoi primi tratti, costeggia il Lago di Viverone, regalando ai pellegrini una pausa ristoratrice tra acque tranquille e scorci bucolici. È un cammino d’anima e di scoperta, che unisce la spiritualità alla bellezza del territorio.

Anche la Via Francigena, antico itinerario dei pellegrini medievali diretti a Roma, si avvicina al lago nel tratto tra Ivrea e Vercelli. Qui il paesaggio si apre su vigneti, campi coltivati e specchi d’acqua, offrendo un contesto ideale per il cammino lento e meditativo. Il passaggio vicino al Lago di Viverone diventa così un’occasione per riconnettersi con la natura e con la storia millenaria di queste terre.

Lago di Viverone – Foto di Davide Papalini – Opera propria, CC BY-SA 3.0

Non mancano le occasioni per esplorare il lago anche in chiave naturalistica: giri in catamarano, birdwatching nella zona protetta (ricca di uccelli acquatici rari), sport acquatici non motorizzati, e naturalmente momenti di riposo in riva al lago, magari degustando un calice di Erbaluce di Caluso, il vino bianco simbolo di questa terra.

Il vino simbolo del Canavese coltivato tra le vigne del lago di Viverone 

L’Erbaluce di Caluso è un vino bianco prodotto nella zona del Caluso, una piccola area situata nella provincia di Torino, nel Piemonte, nel nord-ovest dell’Italia. Il nome “Erbaluce” si riferisce sia al vitigno che alla denominazione di origine controllata e garantita (DOCG) di questo vino.

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Grappolo di uva Erbaluce pronto per la vendemmia – Foto di PaoloG17 – Opera propria, CC BY-SA 3.0

L’Erbaluce è un vitigno autoctono piemontese, noto per la sua acidità vivace e la capacità di esprimere freschezza e mineralità. Le uve di Erbaluce sono particolarmente adatte a questo territorio, dove il clima fresco favorisce la produzione di vini freschi e aromatici.

Caratteristiche del vino:

  • Colore: di solito è un bianco paglierino, a volte con riflessi verdolini, soprattutto quando è giovane.
  • Profumo: aromatico, con note floreali e fruttate, in particolare di fiori bianchi, mela verde, e agrumi, a volte con sentori minerali.
  • Sapore: fresco, sapido, con un’acidità marcata che lo rende ideale per piatti a base di pesce, crostacei, e piatti della cucina mediterranea. Può anche avere una leggera componente erbacea, che giustifica il nome “Erbaluce“.

L’Erbaluce di Caluso DOCG è un vino che può essere bevuto giovane, ma può anche essere invecchiato, evolvendo e sviluppando una complessità maggiore con il passare del tempo, acquisendo profumi e sapori più sottili e complessi.Inoltre, esistono diverse varianti di questo vino, tra cui:

  • Erbaluce di Caluso Secco: il più comune, caratterizzato dalla sua freschezza e leggera aromaticità.
  • Erbaluce di Caluso Spumante: una versione frizzante o metodo classico, che sfrutta l’acidità naturale del vitigno.
  • Erbaluce di Caluso Passito: una versione dolce, ottenuta da uve appassite, che ha un sapore più ricco e aromatico, con note di frutta secca, miele, e spezie.

Insomma, è un vino piuttosto versatile, apprezzato sia per la sua freschezza che per la sua capacità di esprimere il territorio di origine.Il lago di Viverone, situato tra le province di Torino, Biella e Vercelli, è al centro di una delle aree più vocate per la coltivazione dell’Erbaluce. I vigneti che lo circondano godono di condizioni climatiche favorevoli, grazie all’influenza mitigatrice del lago, e di terreni morenici (di origine glaciale) che conferiscono mineralità e freschezza al vino.

La zona DOCG dell’Erbaluce di Caluso comprende:

  •  Comuni della provincia di Torino (in particolare Caluso, che dà il nome alla denominazione);
  • Parte della provincia di Biella;
  • Parte della provincia di Vercelli, inclusa l’area di Viverone.

I vigneti che si affacciano sul lago di Viverone sono non solo compresi nella zona DOCG, ma sono anche considerati tra i più pregiati per la produzione di Erbaluce, sia nella versione secca che passita o spumante.

 

Curiosità storiche dal Lago di Viverone

  • Il lago che non inverte il flusso – Secondo una leggenda locale, l’emissario del lago – la Roggia Fola – invertirebbe il suo corso nei periodi di piena, facendo rifluire l’acqua nel bacino. In realtà si tratta solo di un effetto ottico causato dai venti e dalle correnti superficiali.
  • Un villaggio sommerso per secoli – Il sito palafitticolo di Viverone è rimasto sconosciuto fino al 1971, quando alcuni resti lignei emersero casualmente durante operazioni di dragaggio. Da allora, l’area è stata riconosciuta come uno dei più importanti insediamenti preistorici d’Italia.
  • Napoleone sul lago? – Si racconta che Napoleone Bonaparte passò nei dintorni di Viverone durante la sua campagna italiana. Anche se non ci sono prove concrete di una sua sosta sul lago, la tradizione popolare ama includerlo tra gli “ospiti illustri” della zona.
  • Le vigne del castello – Il Castello di Roppolo, che domina il lago, fu per secoli al centro della produzione vinicola locale. Le sue cantine scavate nella collina ospitano ancora oggi botti antiche e testimonianze della cultura contadina del Biellese.
  • L’eredità longobarda – Nel territorio attorno a Viverone sono stati ritrovati alcuni oggetti di epoca longobarda, come fibbie, spade e monete, a conferma della continuità insediativa della zona sin dall’Alto Medioevo
Il Castello di Roppolo – Foto di Alessandro Vecchi – Opera propria, CC BY-SA 3.0

Il Lago di Viverone è una destinazione per chi ama i dettagli nascosti, le storie sepolte sotto l’acqua e la bellezza che si scopre con lentezza. È il luogo giusto per chi cerca una pausa rigenerante, senza rinunciare all’anima culturale del viaggio. Sullo sfondo di questo bellissimo lago si stagliano  la memoria di civiltà antiche, l’eleganza dei castelli e il silenzio della natura.

By R.M.G.